Monthly Archives: August 2006

Troppa plastica.

La plastica è ormai entrata nella catena alimentare dell’uomo.  Molte delle molecole derivanti dalla plastica e disperse nell’ambiente stanno entrando nella catena alimentare dell’uomo. Si tratta di un fenomeno preoccupante che costituisce una pesante minaccia soprattutto per le generazioni future.

Come detto in passato, di plastica ne usiamo troppa e male. Il mondo è invaso da oggetti di plastica inutili che vanno ad intasare le nostre discariche. Pensiamo ad esempio ai giocattoli, soprattutto quelli di provenienza asiatica, sono economici ma in pochi giorni finiscono nella spazzatura. Sarebbero indispensabili interventi urgenti a livello globale ma nutro forti dubbi che ciò si possa fare. Meglio iniziare a livello nazionale con interventi mirati a diminuire l’utilizzo, il consumo e la dispersione di materie plastiche.

 

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Grandinate estive, minaccia costante per l’agricoltura.

L’incertezza climatica condiziona da sempre l’agricoltura. E’ probabilmente questa una delle caratteristiche più particolari del mondo agricolo, tutto si può pianificare ma investimenti, produzione e reddito sono sempre condizionati da una variabile imprevedibile, le precipitazioni atmosferiche. Questa variabile ha nella frequenza, nell’intensità e nel tipo le sue espressioni principali. Si passa da periodi di scarsa piovosità a temporali violenti con vento e grandine.
Di pochi giorni fa il caso del Basilico DOP coltivato in Liguria, devastato da una violenta grandinata. Nemmeno i vetri da sei millimetri delle serre hanno resistito alla forza del ghiaccio che cadeva dal cielo.
Questa è una delle tante ragioni che ci dicono che una nazione per essere “forte” da un punto di vista agricolo deve sistematicamente salvaguardare le proprie aziende, che sono esposte oltre alle leggi del mercato anche a quelle della natura. Cosa non possibile con la liberalizzazione incondizionata dei mercati.

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Il riso Crodo

Oryza sativa L. var. silvatica Chiappelli, comunemente chiamato riso crodo è l’infestante più temuta dai risicoltori italiani e non solo. Il riso Crodo si differenzia da quello comune perché ha il pericarpo rosso, matura precocemente e le cariossidi si staccano rapidamente andando ad accrescere esponenzialmente la banca semi del terreno coltivato.

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Tassare i consumi.

Tra le scelte che la nostra società deve intraprendere per preservare il proprio futuro c’è anche la gestione delle preziose risorse energetiche. Energia e combustibili, questi ultimi non eterni, sono risorse preziose che hanno anche un costo ambientale non indifferente. La scarsità delle risorse energetiche, la loro disponibilità non immediata e l’impatto sull’ambiente che ha il loro utilizzo, impongono innovative tassazioni sui consumi. Sarebbe quindi opportuno tassare pesantemente gli sprechi e in modo adeguato i quantitativi che vanno al di fuori di quella che può essere una normale esigenza. A livello residenziale vanno tassati i consumi eccessivi di acqua, luce e combustibili da riscaldamento, mentre per quanto riguarda le automobili sono le alte cilindrate così come le vetture meno aerodinamiche a dover subire una maggiore tariffazione. Più i consumi sono fuori dalla norma più si paga e più si estingue il debito che abbiamo con il futuro.

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Leggero il pasto ultraveloce del Fast Food.

Mangia mentre vai, è questo il futuro secondo esperti del settore della ristorazione veloce. Quello proposto dai più importanti fast food e però un mangia e vai tutt’altro che leggero, tanti grassi, carne, formaggio e immancabilmente salse. Sfiziosi si questi mangia e vai, peccato che questo tipo di alimentazione fatto di pasti sregolati, grassi e iper calorici è alla base dell’obesità e dei problemi cardio vascolari di molte persone e non si tratta esclusivamente di problemi alla salute dei singoli individui ma anche alla salute dei conti pubblici, pesantemente minati da costi eccessivi del sistema sanitario nazionale.

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WTO, gli Stati uniti difendono le proprie produzioni.

Sono in molti a scandalizzarsi per il comportamento degli Stati Uniti d’America in sede del WTO. Come sostenuto dal presidente di Confagricoltura Vecchioni, è emersa a Ginevra l’indisponibilità degli Stati uniti a proseguire nel negoziato agricolo. Sognamo tutti il mercato libero e la risoluzione dei problemi degli stati poveri, ma gli States in questo caso ci danno un’esempio di come una Nazione abbia per prima cosa il dovere di tutelare l’economia del proprio paese e i propri lavoratori. Troppo spesso noi europei abbiamo dovuto confrontarci invece con la Commissione Europea che assumeva decisioni penalizzanti per alcuni settori agricoli. I negoziati del Doha Round sono falliti e a rimetterci forse è esclusivamente la liberalizzazione incondizionata dei mercati e non lo sviluppo dei paesi poveri.

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Sono 50000 i caprioli da abbattere in Italia.

In Italia sono 50000 i caprioli da abbattere per poter preservare l’equilibrio faunistico della nostra penisola. Si tratta quindi di un numero assai superiore rispetto ai 600 che hanno sensibilizzato l’Italia intera. E’ la conferma dell’assurdità di questo caso gestito all’Italiana. Tanta demagogia e poca predisposizione ad affrontare i problemi in modo concreto.

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Caprioli “bambi”, il silenzio del mondo agricolo.

In Piemonte e non solo si discute del futuro della troppo folta presenza di caprioli, con l’Amministrazione Regionale che ha deciso per l’abbattimento di un numero considerevole di capi. Pochi lo sanno ma da anni in Piemonte si discute anche della presenza eccessiva di un altro animale, il cinghiale. L’eccessiva presenza di queste due specie animali, non solo crea scompensi all’ecosistema, con specie autoctone costrette a subire la superiore competitività alimentare di caprioli e cinghiali, ma crea anche grossi problemi all’agricoltura e alla sicurezza stradale (e non solo (se qualcuno ha già visto un gruppo di 7 cinghiali corrergli incontro capisce cosa intendo)).
Tra le tante voci di questi giorni manca purtroppo quella del mondo agricolo, si, proprio quel settore che ogni anno si ritrova a conteggiare i danni che una cattiva gestione della fauna arreca alle colture. Noi abbiamo parlato (scritto), ma l’abbiamo fatto a titolo personale, non rappresentiamo alcuna associazione sindacale agricola anche se siamo associati e come in altri casi accogliamo con estrema tristezza l’inopportuno silenzio.
Con tristezza perché questa era l’occasione giusta per spiegare a tutti che la situazione è insostenibile, i danni alle coltivazioni sono sempre maggiori al punto che nelle situazioni peggiori i terreni sono stati abbandonati e lasciati incolti. Chi abita in campagna rischia anche spesso la vita per le strade a causa dei frequenti e improvvisi attraversamenti. L’eccessiva proliferazione di alcuni animali ha in parte dei responsabili, servirebbe chiarezza e dialogo, ma mentre alcuni tacciono altri parlano ma lo fanno a sproposito e come sempre i casi come questo vengono ridotti alla solita questione all’italiana.

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Scegli il cane che ti piace e te lo cucino.

A quanto pare è il San Bernardo il cane preferito dai consumatori della carne di quello che viene definito il migliore amico dell’uomo. La Macellazione dei cani San Bernardo pare avvenga addirittura al momento del consumo, con i clienti di alcuni ristoranti che hanno la possibilità di scegliere il cucciolo di cui cibarsi.Dove tutto questo? A Milano!

- Per il momento sono solo sospetti e voci, ma sembra che in alcuni ristoranti cinesi di via Sarpi a Milano la pratica sia diffusa.

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India, Coca e Pepsi stop per acqua inquinata.

Coca e pepsi vietate in quattro stati indiani dopo che in alcuni campioni analizzati sono state trovate tracce di pesticidi. Il fatto è preoccupante, lascia perplessi che due multinazionali di questo calibro mettano in commercio prodotti contaminati.

La contaminazione dovrebbe essere stata determinata dalla presenza di pesticidi nelle acque di sorgente utilizzate dalle aziende. Questo non alleggerisce affatto le responsabilità delle due aziende (il controllo delle materie prime è un dovere) e crea ulteriori preoccupazioni per la salute della popolazione indiana. La presenza di acque contaminate da pesticidi può essere determinata da una pratica agricola obsoleta e irrispettosa dell’ambiente, causa probabilmente di una politica agricola incentrata sul risparmio in ragione di una maggior competitività sui mercati internazionali.

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