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Infiammazione e Tumori.

“nello sviluppo dei tumori non conta solo la genetica, ma anche l’infiammazione e il microambiente che circonda le cellule tumorali”  Alberto Mantovani

Articolo Corriere della Sera.

Il nucleare non è più indispensabile.

In questi giorni prossimi all’inizio della primavera gli occhi del mondo intero sono rivolti alla centrale nucleare di Fukushima. La speranza è che la caparbietà del popolo giapponese riesca ad evitare il peggio, risanando le falle nei reattori della centrale atomica contenendo le emissioni di radioattività. Dopo la devastazione di proporzioni apocalittiche provocata da terremoto e tsunami il Giappone non può subire anche una contaminazione nucleare senza precedenti.
La storia è maestra di vita e da questa tragedia il mondo intero deve imparare che le centrali nucleari non sono più indispensabili, sono servite ma ora è tempo di pensare ad altro perchè rischi di questo tipo seppur remoti non si possono più correre.
Penso in particolare al fotovoltaico e a tutte le tecnologie non pericolose per la salute e a ridotto costo ambientale.

Alimentazione senza regole, tanto c’è il bisturi.

Le richieste di interventi di chirurgia estetica aumentano incredibilmente tra i giovani under 18. Liposuzione e seno le richieste più frequenti che molti genitori europei sono pronti a soddisfare e molti medici ad operare. E’ sconcertante questa sconfitta della società in cui i giovani non riescono più a trovare se stessi. I giovani d’oggi sembrano inseguire il miraggio della bellezza e della perfezione fisica ma non sono granchè disposti a soffrire per questa. Una corretta alimentazione abbinata a sana attività fisica rendono belli e snelli i corpi di qualsiasi giovane che per esprimere il proprio fascino non ha assolutamente bisogno dei ritocchi del chirurgo. Ad aiutare i giovani non ci sono certo gli esempi dei genitori, anch’essi di una generazione non più capace di accettare il proprio aspetto e il suo naturale invecchiamento (da leggere Ragazzo di Massimo Fini).
Quello che più ci inquieta è la scarsa attenzione che si presta all’alimentazione, cibo veloce, condito, fritto, dolciumi di ogni genere, ecc. ecc., tutto sempre e in abbondanza. Nessun accorgimento e incapacità di predisporsi un piano calorico appropriato, come se non servisse, tanto il rimedio chirurgico è alla portata di tutti. Vediamo in molti giovani una predisposizione a non valutare accuratamente le conseguenze delle loro azioni e forse alla base di questo comportamento c’è la facilità di arrivare al rimedio estremo.

L’ambiente inizia a presentarci il salato conto.

La tutela dell’ambiente in cui viviamo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Dovrebbe essere così per tutti, come si può non capire che contaminando l’ambiente in cui viviamo compromettiamo la nostra salute e quella dei nostri figli, nipoti, ecc. Per alcune persone, imprenditori, ecc. alla propria salute, a quella dell’ambiente e delle altre persone antepongono il dio denaro. Proprio il denaro, sterco del demonio.
E’ un problema che riguarda molti, da quelli che scaricano tranquillamente e abusivamente nei torrenti, tanto il defluire dell’acqua porta via apparentemente tutto, a chi possiede terreni, o perché fa l’agricoltore o per altro. Quest’ultimo è un caso di cui ritengo si ignori la potenziale gravità e l’enorme rischio ambientale che persone senza scrupoli possono arrecare. Basta scavare e seppellire; oggi è anche molto semplice, scavatori potenti e perfettamente funzionanti si trovano d’occasione a prezzi anche molto bassi (meno di un’autovettura nuova per intenderci).
I risultati di questo malcostume iniziano a vedersi e molte analisi su prodotti alimentari parlano chiaro e portano i segni di una contaminazione chimica e tossica evidente.
Oltre a prevenire oggi ci troviamo di fronte al problema di una contaminazione pregressa e oscura, quasi invisibile e per questa ragione ancor più pericolosa. Una contaminazione di vaste proporzioni e impossibile da bonificare in modo adeguato. Ma all’Italia e alla nostra politica questo è un problema che non pare interessare; meglio i facili slogan, l’importante è convincere la gente , gli elettori che ti consegnano il potere con il quale puoi fare tutto, anche ignorare la drammatica situazione in cui versano alcune aree del nostro paese.
Ci piacerebbe vedere una politica di tutela dell’ambiente che non fosse fatta solo di slogan ma di fatti concreti. L’ambiente ci sta presentando il salato conto, giorno dopo giorno ci restituisce tutti i veleni che gli abbiamo rifilato.

La dispensa, quella riserva di cibo che porta genuinità e mette al riparo da sorprese.

La dispensa è quell’ambiente domestico destinato alle provviste alimentari. Esso è di grande utilità e ti consente nei frenetici ritmi quotidiani di avere sempre alimenti pronti da cucinare per soddisfare il bisogno giornaliero. Avere una riserva di provviste non richiede un grande investimento perché è principalmente costituita di generi alimentari di prima necessità. La dispensa oggi non sono in molti ad averla, sono tempi in cui si preferisce fare la spesa all’occorrenza e questa tendenza è seguita anche dai commercianti che riducono le scorte al minimo mantenendo a disposizione quasi esclusivamente i prodotti in vendita con forniture frequenti (se ricordiamo ad esempio lo scorso autunno come in tre giorni di sciopero dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci le provviste di negozi e supermercati si siano ridotte drasticamente ed in poco tempo). Il dipendere per i bisogni primari dall’approvigionamento immediato non è saggio e ci espone ai vari rischi che situazioni difficili potrebbero determinare (ad esempio crisi energetiche o di altro tipo che in futuro si potrebbero anche verificare).
In base a queste considerazioni sostengo caldamente l’importanza di avere una dispensa propria che oltre che riserva di prodotti alimentari è un mezzo utile per fare scorte dei prodotti acquistati direttamente dai produttori che più ci danno garanzie in termini di qualità e di salubrità degli alimenti, con notevoli vantaggi pratici anche dal punto di vista economico.
Individuati i prodotti che più ci soddisfano facciamone adeguata scorta.

Il costo sociale della cattiva alimentazione.

Sarebbe semplice dire che della propria salute ogni persona fa quello che ritiene ma è sbagliato. Viviamo in una società che tra i propri valori porta giustamente anche quello del diritto alle cure e all’assistenza sanitaria. E’ un diritto doveroso che ha un costo sociale ben preciso che oggi sembra addirittura insostenibile. E’ un diritto ma dovrebbe essere anche un dovere sociale perché lo stato portatore della garanzia è di tutti. Da queste brevi considerazioni deduco che la cattiva alimentazione ha un costo sociale che deve essere analizzato e se possibile azzerato.
Siamo esseri umani, con le nostre debolezze, difetti, esigenze, voglie, ecc. Siamo persone che hanno bisogno di vivere la propria vita serenamente concedendosi anche quotidianamente a quei piaceri che sa solo dare l’alimentazione. Ragion per cui i prodotti di cui ci cibiamo devono essere sicuri e non devono contenere residui tossici ne componenti che a lungo andare possono creare problemi cardiovascolari come ad esempio i grassi idrogenati. Proprio alcuni ingredienti soprattutto grassi di cattiva qualità e in dosi eccessive sono portatori a lungo andare di patologie che oltre a minare la salute delle persone gravano inesorabilmente sul sistema sanitario Nazionale.

La Monnezza e la ristorazione veloce.

Che fine ha fatto la raccolta differenziata? A chiederselo sono in molti guardando i mucchi di mondezza sparpagliati per le strade d’Italia e che stanno riempiendo impietosamente quelle tristi buche chiamate discariche. Sono in molti a chiedersi all’interno di tutto quel pattume quale sia ad esempio la percentuale di rifiuti organici facilmente recuperabili e restituibili senza danno all’ambiente. Alcuni sono andati anche a guardare alcuni sistemi di ristorazione veloce che a quando pare non fanno della raccolta differenziata il loro fiore all’occhiello e utilizzano comodi armadietti che inghiottono l’intero contenuto dei tristi vassoi di plastica in cui si mangia. Carta, plastica, polistirolo e pezzi di cibo, tutti “sostenibilmente “ insieme nello stesso sacco scuro.
Importante e non mi riferisco a nessuno in particolare, è fare in fretta e ridurre i costi di mano d’opera, esorbitanti in Italia. La strada sicuramente non è quella giusta perché l’ambiente sta per presentare il conto che si preannuncia salato. Nel frattempo godiamoci la nostra immagine internazionale che di questi tempi a colpi di “mondezza” è stata veicolata in tutto il globo.

E dopo il cenone di San Silvestro, il piacere del dentrifricio made in India.

Il cenone di San Silvestro si avvicina e molti super affamati reduci dalle strafogate natalizie sono pronti ad affilare forchetta e coltello per riempire a dovere la panza per iniziare di “peso” il 2008.
Sul capodanno degli italiani è piombato addirittura il cenone low cost a 11 soli euro, in barba alle materie prime di qualità. Il Corsaro con 11 euro a malapena si sarà comprato il Panettone artigianale di Savigliano, lui che non solo è attento a ciò che mangia e che propone ai propri figli, ma anche a quello che da agli animali che alleva.
Concluso il cenone, prima del meritato riposo dopo le fatiche dell’abbuffata, le piacevoli operazioni di igiene dentale, magari con dentrifricio made in India, come quello riposto nel mio armadietto. Giorni fa la triste scoperta che un po’ di disturbo mi ha creato alla lettura completa dell’etichetta del dentifricio che utilizzo da sempre e che ora forse non utilizzerò più.
Neppure il dentifricio riusciamo più a fare in Italia.

Inutile educare al sesso, c’è la pillola del giorno dopo. 1000 al giorno in Italia.

I ragazzini del giorno d’oggi si amano troppo per utilizzare il preservativo, quello strano mezzo che toglie sensibilità ma che da sicurezza. Gonorrea, Erpes genitalis e anche Sifilide, tutti in aumento. Anche il temutissimo HIV sembra oggi non far più paura. Che generazione di rammolliti stiamo tirando su, al primo posto nella vita mettono il piacere assoluto, senza riserve, condizioni e doveri. Che fine hanno fatto i genitori ed il loro ruolo educativo, il loro saper responsabilizzare i figli nei confronti della vita e degli atti che la generano. L’unico freno sembra essere la gravidanza indesiderata, è solo quello il problema che un figlio ti può creare. E’ meglio quindi prevenire e non serve neanche farlo in modo serio, tanto c’è la pillola del giorno dopo. Nel dubbio è meglio prenderla, tanto ne vanno via 1000 al giorno solo in Italia. Un bel bocconcino di ormoni ed è tutto a posto. Il sesso protetto e fatto seriamente lasciamolo agli idioti, quelli che sanno rinunciare ad un po’ di piacere e che rispettano la vita.

Anche i giochi ora sono un pericolo per la salute dei nostri bambini. E l’autocontrollo di produzione che fine ha fatto?

Molti giochi per i nostri bambini. I tempi in cui ne arrivavano in regalo un paio all’anno sono passati. Ora la grande disponibilità di giocattoli a basso costo oltre a sommergere i nostri bambini di giochi guardati un paio di volte e poi lasciati a se stessi, sta riempiendo le nostre case di cianfrusaglie destinate inevitabilmente a raggiungere in breve tempo le discariche. Ho già sollevato parecchio tempo fa il problema, la troppa plastica che utilizziamo per cose futili sta iniziando ad essere un grosso problema. Come se non bastasse iniziano ad arrivare notizie di vernici tossiche utilizzate in alcuni stabilimenti cinesi e finite in alcuni dei più popolari giochi per bambini. Prodotti ritirati immediatamente dal mercato ma che sicuramente saranno finiti nelle mani di molti bambini. Sono stati inoltre sequestrati in questi giorni migliaia di giocattoli della Mattel in un deposito a Novara, una delle case produttrici più importanti al mondo, uno di quei marchi che danno sicurezza ai genitori. Inevitabilmente ci si pone il quesito ai controlli e soprattutto all’autocontrollo e a tutte quelle certificazioni di qualità sempre in evidenza ma che evidentemente da qualche parte fanno acqua. In conclusione la sicurezza invece di aumentare diminuisce e non c’è bollo CEE contraffatto che tenga se poi anche tra i marchi più importanti spuntano giocattoli non sicuri.