Il triste scenario politico italiano. Da un’insulsa petizione contro il Governo all’assurda politicizzazione delle Olimpiadi.

La democrazia vive uno dei suo massimi momenti nella consultazione elettorale a cui il popolo è chiamato. Le elezioni esprimono un risultato chiaro, anche un solo voto in più significa maggioranza e Governo. Essere eletti può sembrare un premio ma è prima di tutto un dovere. Far parte della maggioranza non significa aver vinto ma dover governare. A forza di gettare fango sulla nostra società e sulla nostra politica temo ci si sia scordati del senso del dovere che dovrebbe pervadere ogni politico eletto dal popolo. Il senso del dovere significa prima di tutto Governare quando si è chiamati a farlo, con determinazione, senza indugio, per tutta la durata della legislatura e anche per un pugno di seggi in Parlamento.
Il senso del dovere politico comporta anche il rispetto del risultato elettorale che rappresenta la volontà del popolo. Una petizione contro un Governo regolarmente eletto oltre che insensata è rappresentativa di mancanza di senso del dovere politico. Raccogliere firme contro un Governo denota assenza di rispetto nei confronti della Democrazia, degli elettori e dello stato.
Temo non servano molti anni di carriera politica per comprendere questi concetti, per imparare a governare quando si è chiamati a farlo e anche per imparare a fare opposizione in modo dignitoso.
Senza voler assolvere nessuno, perché in questo caldo agosto accade pure che alcuni Ministri scarichino su giovani atleti impegnati nel sogno olimpico responsabilità politiche, chiedendo un “gesto” per il rispetto dei diritti umani disertando la cerimonia di apertura . Parole facili, banali e ridicole, pronunciate sulla pelle altrui, sulla pelle di giovani atleti alle prese con il lavoro e con l’occasione della vita. Parole facili da una comoda poltrona e non in trincea e “gesto” chiesto ad atleti che a Pechino ci staranno pochi giorni e non agli imprenditori che in Cina fanno affari da anni.

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